DOMENICA 20 MAGGIO alle ore 11:00 LETTURE BERGAMASCHE 2018 – MARIA TOSCA FINAZZI E GABRIO VITALI presentano PAOLO FABRIZIO IACUZZI “FOLLA DELLE VENE. Il museo che di me affiora”

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DOMENICA 20 MAGGIO alle ore 11:00 LETTURE BERGAMASCHE 2018
MARIA TOSCA FINAZZI E GABRIO VITALI
presentano
PAOLO FABRIZIO IACUZZI
FOLLA DELLE VENE. Il museo che di me affiora”

Proseguono gli incontri delle “Letture bergamasche” organizzate dallo scultore Pierantonio Volpini presso il “Museo Cividini nell’Antica Zecca” in via Donizetti 18a, Bergamo Alta. Domenica 20 maggio prossimo alle ore 11 Maria Tosca Finazzi e Gabrio Vitali presentano il libro in versi di Paolo Fabrizio Iacuzzi “FOLLA DELLE VENE. Il museo che di me affiora” Corsiero Editore, 2018.

Cosa: Letture Bergamasche presenta di Paolo Fabrizio Iacuzzi “FOLLA DELLE VENE. Il museo che di me affiora”
Dove: Museo Cividini nella Antica Zecca, via Donizetti 18/a Bergamo alta
Quando: Domenica 20 maggio 2018 ore 11:00
Info: Pierantonio Volpini 0350932533 3931860566 3299681644 pierantoniovolpini@gmail.com

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Dalla postfazione di Pasquale Di Palmo
Oltre alla combinazione cromatica (come nella tavolozza di un pittore il rosa qui si mescola — si integra — allo spettro di altri colori), è presente una serie di occorrenze che mutano di sezione in sezione, collegate a loro volta da emblematiche «didascalie». La simbiosi tra attualità e tradizione rimanda alla condizione «liquida» di cui parlava Bauman, con un linguaggio talvolta asettico, che ricorda quello scientifico della descrizione dei referti: «Maxi schermi per entrare dentro le fiction / del mondo. Arie celebri di Giuseppe Verdi // per abitare a mille». Ma, subito dopo, c’è lo scarto, l’accensione lirica: «Stare dentro una casa / e scavarsi gli archi dentro il rosa delle pareti. / Perché ritirarsi dentro è sognare ancora di più / la luce». Si stabilisce così un processo inverso rispetto a quello occorso a Mallarmé con la sua «pagina bianca»: un horror pleni che non può non risentire della diffusione ipertrofica dei messaggi, impostasi con la globalizzazione, il cui significato risulta pressoché azzerato come in un dipinto di Basquiat.

Paolo Fabrizio Iacuzzi
è nato a Pistoia il 10 marzo 1961. Vive tra Firenze e Pistoia. Poeta e educatore, critico ed editor, promotore e organizzatore culturale.
Le sue poesie sono tradotte in varie lingue
Ha esordito sulla rivista «L’altro versante».
Nel 1996 ha pubblicato Magnificat (Bologna, I Quaderni del Battello Ebbro).
Nel 2000 ha pubblicato Jacquerie (Torino, Nino Aragno Editore).
Nel 2005 ha pubblicato Patricidio (Torino, Nino Aragno Editore).
Nel 2008 ha pubblicato Rosso degli affetti (Torino, Nino Aragno Editore).
Nel 2016 ha pubblicato Pietra della Pazzia (Pistoia, Giorgio Tesi Editore, edizione fuori commercio).
Nel 2018 ha pubblicato Folla delle vene (Reggio Emilia, Corsiero Editore).
Ha tradotto LeRoi Jones nell’antologia Kerouac and Co. (Millelire – Stampa alternativa 1995) e Lunch Poems di Frank O’Hara (Mondadori, 1998).

Ha scritto saggi e note critiche d’arte e di critica letteraria su figure emblematiche di poeti e scrittori del Novecento.
Ha curato l’antologia di racconti e poesie Il tempo del Ceppo (Giunti 1997) e, con altri, Lezioni di poesia (Le Lettere 2000) e Dizionario della libertà (Passigli 2002).

Si è laureato in Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università degli Studi di Firenze.
Si occupa dal 1980 di editoria, critica letteraria e promozione culturale. Si è occupato per anni di cultura scolastica sulle riviste carta e web “La Vita Scolastica” e “Scuola dell’Infanzia” per Giunti Scuola. Attualmente lavora presso Giunti Editore.

È il direttore artistico e il presidente dell’Accademia Internazionale del Ceppo Onlus e del Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia attraverso anche il progetto educativo Lettori Uniti del Ceppo di promozione della lettura rivolta alle giovani generazioni.
E’ il curatore delle opere di Piero Bigongiari ed è direttore scientifico del Fondo Piero Bigongiari della Biblioteca San Giorgio del Comune di Pistoia.
E’ tra i soci fondatori a Firenze del Centro Studi Jorge Eielson dedicato alla letteratura italo-ispanoamericana per il dialogo fra le letterature e le arti.
È presente in diverse antologie, fra cui Poeti a Pistoia negli anni Ottanta (Vallecchi 1989), Di amante buio (NCE, 1993), Nostos (Polistampa, 1997), Poeti nel tempo del Giubileo (Paideia, 2000), Parole di passo (Aragno 2003) ed altre.

Altre Informazioni: http://paolofabrizioiacuzzi.it

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SABATO 12 MAGGIO 2018 ALLE ORE 19:30 a grande richiesta replica Cena Teatrale A cena con Guido Quarenghi

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SABATO 12 MAGGIO 2018 ALLE ORE 19:30
a grande richiesta replica Cena Teatrale
A cena con Guido Quarenghi

Quattro chiacchiere a tavola con Guido Quarenghi attendente e cugino di Giacomo Quarenghi che lo seguì nei suoi viaggi e residenze a Roma e San Pietroburgo, accompagnati da Enrico Viscardi e la compagnia della Zecca presso il Museo Cividini in Via Donizetti,18/a in Bergamo Alta con menù a cura di Linuccia Ghilardi.


Programma evento:

ore 19:30 appuntamento al “Museo Cividini nell’Antica Zecca”, presentazione del luogo dove avviene l’evento, l’Antica Zecca di Bergamo dove nel 1236 su licenza di Federico II il comune di Bergamo batteva moneta e in seguito dal 1578 sede del tipografo/editore Comino Ventura che a cavallo tra il Cinque e Seicento stampò 525 edizioni, ora Atelier dello scultore Pierantonio Volpini. A seguire Cena Teatrale

Cosa:      Teatro a Tavola – A cena con Guido Quarenghi
Dove:      Museo Cividini nella antica Zecca in Via Donizetti 18/a Bergamo alta
Quando:  Sabato 12 maggio 2018 ore 19:30
Come:     Prenotazione obbligatoria, associazionepervoi@gmail.com 035 0932533 3931860566 3299681644

Contributo per l’evento: 20 euro
comprensivo della presentazione del luogo dove avviene l’evento, della Cena Teatrale e dell’iscrizione o rinnovo tessera alla “Associazione Per Voi” per l’anno 2018. Spettacolo ad offerta libera

Prenotazione obbligatoria, per partecipare al convivio e avere informazioni scrivete una mail a associazionepervoi@gmail.com o telefonate ai numeri 0350932533 3931860566 3299681644

 

DOMENICA 8 APRILE 2018 alle ore 11:00 LETTURE BERGAMASCHE 2018 MIMMA FORLANI presenta la silloge di GIOVANNI ALBINI “CONCHIGLIE ROTTE”

DOMENICA 8 APRILE 2018 alle ore 11:00 LETTURE BERGAMASCHE 2018
MIMMA FORLANI
presenta la silloge di
GIOVANNI ALBINI
CONCHIGLIE ROTTE”

Proseguono gli incontri delle “Letture bergamasche” organizzate dallo scultore Pierantonio Volpini presso il “Museo Cividini nell’Antica Zecca” in via Donizetti 18a, Bergamo Alta. Domenica 8 aprile prossimo alle ore 11 Mimma Forlani presenterà il libro di Giovanni Albini “Conchiglie rotte”

Cosa:  Letture Bergamasche 2018 presenta la silloge “Conchiglie Rotte” di Giovanni Albini
Dove: Museo Cividini nella Antica Zecca, via Donizetti 18/a Bergamo alta
Quando:  Domenica 8 aprile 2018 ore 11:00
Info:  Pierantonio Volpini 0350932533 3931860566 3299681644 pierantoniovolpini@gmail.com

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Giovanni Albini, Conchiglie rotte, Lubrina editore, 2016

Si chiede il poeta Aldo Palazzeschi nella poesia il Saltimbanco: Chi sono? / Son forse un poeta? / No certo.
E poi: Son dunque un pittore? / Neanche.[…] Un musico allora? Nemmeno.
Conclude il poeta come tutti sappiamo: “Chi sono?/ Il saltimbanco dell’anima mia”.

Punti interrogativi impliciti nei frammenti poetici di Giovanni Albini di cui presentiamo la prima silloge: Conchiglie rotte. Sono molte le domande che si pone il nostro Wanderer sulla sua esistenza durante i viaggi solitari e molte sono quelle che sorgono nel lettore allorché legge il suo cognome, famoso nella nostra provincia. Già, Giovanni è un Albini, famiglia di industriali tessili che confezionano camicie per le celebrità di tutto il mondo. I suoi frammenti poetici ci spiazzano per autenticità e delicatezza, per la grazia che trasudano allorché descrivono il volo di un gabbiano solitario, i petali di un fiore, una farfalla gialla, i fiori sul selciato, tutti titoli di alcune sue liriche.

L’industriale nel nostro immaginario è un uomo attivo e invece Giovanni Albini ama sedersi in penombra ad un tavolino della Taberna de la Muralla a l’Avana, al Caffè a Bab Boujloud, ama la stasi, la riflessione, ama perdersi dietro il volo delle rondini che osserva dalle antiche mura di Fes, ama cercare le parole sulla spiaggia come i frammenti di conchiglie che tenta di ricomporre. Già, la sua come le nostre, è un’esistenza frantumata in mille luoghi dei quali spesso ci sentiamo prigionieri. C’è un solo luogo in cui il nulla angosciante pare stemperarsi in sottile malinconia e assumere un significato: l’Avana dove ha incontrato “gli umili amici” che sono penetrati “come raggi di sole” nel suo spirito. La silloge è dedicata a loro. Ma noi abbiamo tante curiosità intorno all’avventura poetica di Giovanni Albini che domenica 8 aprile alle ore 11 sarà il protagonista della mattinata poetica.
Mimma Forlani

Dopo le letture è previsto un pranzo conviviale, a cura del gruppo “Mangia Con Me” della “Associazione Per Voi”, contributo euro 20 compresa tessera associativa, prenotazione obbligatoria. Per partecipare al convivio o avere informazioni inviare una mail a associazionepervoi@gmail.com o chiamateci allo 035 0932533 al 3931860566 o 3299681644

Sabato 24 e domenica 25 marzo 2018 – 6ª EDIZIONE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

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Il prossimo weekend porta in dote la 26° edizione delle Giornate FAI di Primavera, il più importante evento culturale organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.La Delegazione FAI di Bergamo invita tutti gli amanti della bellezza e le persone curiose a percorrere itinerari inediti alla scoperta delle valli bergamasche, ma anche a fare una sosta a Bergamo per ammirarla dall’alto.
Tanti volontari e gli Apprendisti Ciceroni delle scuole racconteranno ai visitatori luoghi speciali, narrando le loro storie e quelle delle persone che ci hanno lasciato una preziosa eredità da conservare e trasmettere alle future generazioni.

Ecco i numeri e le novità dell’edizione 2018:
10 siti aperti – il record assoluto per la Delegazione di Bergamo – in 5 Comuni
2 itinerari tematici per scoprire la Val Cavallina e la Città di Clusone
una grande varietà di proposte di visita:
3 chiese
2 castelli
1 fucina
1 area archeologica
1 orologio
1 museo
1 ex orfanotrofio
3 valli coinvolte: la Valle Seriana e, per la prima volta la Val Cavallina e la Val di Scalve
i comuni di Bianzano, Casazza, Clusone e Vilminore di Scalve accolgono per la prima volta le Giornate FAI di Primavera
1120 metri: la quota a cui si trova la Fucina di Teveno in Val di Scalve, record nazionale di altitudine per le Giornate FAI di Primavera 2018
un centinaio di volontari ed altrettanti Apprendisti Ciceroni delle scuole di ogni ordine e grado pronti ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli in visite esclusivamente guidate.

La Delegazione FAI di Bergamo invita gli Iscritti FAI e ogni persona che crede che il paesaggio e la cultura rappresentino una grande opportunità per il futuro del nostro paese, a uscire di casa sabato 24 e domenica 25 marzo per un viaggio pieno di sorprese fra le ricchezze storiche, artistiche, naturali, culturali della Bergamasca.Pochi immaginano che nei sotterranei di un supermercato si celino preziosi resti archeologici, o che per salvare un castello dalla distruzione sia bastato un abile trucchetto: si tratta di due delle tante storie che i volontari, gli studenti e le studentesse di 5 scuole secondarie di primo e secondo grado condivideranno con i visitatori.

Per completare fra sabato pomeriggio e l’intera giornata di domenica la visita di tutti i siti basta seguire l’ordine alfabetico dei comuni coinvolti.
A Bergamo il castello di San Vigilio sorge sul vertice del colle, a 496 metri di quota, e domina la Città Alta e la pianura, con scorci e viste che accompagneranno i visitatori durante l’ascolto della storia di un luogo citato sin dal 1 febbraio 894 e che nel corso dei secoli è stato distrutto e più volte ricostruito. Di certo la fortificazione meno nota della città.
Bianzano regala la scoperta di un altro castello, il castello Suardo che nel 1367 ospitò il matrimonio fra Giovanni Suardi e Bernarda Visconti e che per tale occasione venne affrescato. Un’opportunità un’unica per visitare gli ambienti privati, eccezionalmente aperti per il FAI dal proprietario, e per ammirare dalla torre il panorama mozzafiato sul Lago d’Endine e i monti che gli fanno corona.
Poco più a valle ma restando in Val Cavallina, Casazza regala due perle nascoste. Sotto il reparto surgelati, qualche metro più in basso della corsia dei detersivi al piano interrato di un supermercato ci accoglie l’area archeologica di Cavellas, un villaggio di origine romana rimasto nascosto per 1400 anni.
Poche decine di metri più in là il Museo della Val Cavallina, ospitato nello storico Palazzo Bettoni, narra la storia, l’ambiente e la gente della Val Cavallina, facendo comprendere perché questo luogo sia abitato da oltre duemila anni. Un luogo ideale per progettare percorsi di scoperta della valle e del vicino Lago di Endine.
Risalendo un poco verso i monti si arriva in Valle Seriana dove “Clusone città d’arte, ma non solo” propone 5 luoghi da visitare.

Per chi arriva dalla pianura il primo incontro è con la ex Casa dell’Orfano, fondata nel ricordo di tanti caduti della Grande Guerra, di cui ricorre il centenario della conclusione. Una serie di edifici realizzati fra il 1927 e il 1950 da importanti architetti, come la chiesa di Luigi Angelini del 1929 con dipinti, affreschi e decorazioni o la portineria che accoglie le collezioni e gli ambienti originali dell’epoca.
Nel pieno centro cittadino spicca sul palazzo affrescato del Comune l’Orologio planetario costruito nel 1583 da Pietro Fanzago. Sarà possibile, suddivisi in piccoli gruppi, attraversare gli uffici comunali per ammirare da vicino il meccanismo semplice e geniale, ancora per gran parte originale e perfettamente funzionante, caricato ogni giorno a mano dalla famiglia Donadini, orologiai della cittadina. Appassionati e curiosi potranno raggiungere il poco distante MAT – Museo Arte e Tempo che per l’occasione offrirà visite guidate.
Un paio di minuti a piedi conducono al sagrato della Basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista dove si affacciano l’Oratorio dei Disciplini e la Chiesa di San Lugi.
L’Oratorio dei Disciplini stupisce per la ricchezza artistica racchiusa in uno spazio contenuto: 42 riquadri affrescati nel 1470 sulla vita di Gesù; la grandiosa Crocifissione realizzata nel 1471 dallo stesso autore della danza macabra che campeggia sulla facciata; gli affreschi dei profeti sulla volta del presbiterio della stessa epoca; le sculture quattrocentesche; il gruppo scolpito del compianto fantoniano. All’uscita grazie alla disponibilità della Parrocchia, sarà possibile visitare in autonomia il Museo della Basilica, mentre nei pomeriggi di sabato e domenica anche la Basilica sarà aperta al pubblico.

La Chiesa di San Luigi, dall’altro lato del sagrato conserva i troni intagliati e dorati usati nelle processioni della Madonna e dei Santi, con angioletti fantoniani, e alcuni preziosi dipinti di Lattanzio Querena, Domenico Carpinoni, Vincenzo Orelli e Ponziano Loverini.
La passeggiata nel centro storico si conclude alla Chiesa di San Defendente, costruita nel 1471, in adempimento di un voto durante una pestilenza. Volontari e apprendisti ciceroni sveleranno oltre 50 pitture murali realizzate soprattutto nel ‘400 e nel ‘500, in massima parte ex voto dedicati ai santi più invocati nelle ricorrenti pestilenze, di cui è stato completato il restauro nel 2016.
Da Clusone attraverso il passo della Presolana, circondanti da vette ancora copiosamente innevate, si raggiunge il comune di Vilminore di Scalve. A valle della piccola località di Teveno, che con i suoi 1120 metri di altitudine rappresenta la cima Coppi di queste Giornate FAI di Primavera, si trova la Fucina, risalente almeno alla prima metà dell’800. La fucina è costruita in un enorme masso di roccia proveniente dalla Presolana, che ne forma la base e un’intera parete. Si tratta di un manufatto eccezionale che conserva meccanismi tecnici sorprendenti, fra cui una rara tromba idroeolica, invenzione italiana del 1700.
Le Giornate sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante l’evento – a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate corsie preferenziali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia. Le visite guidate sono libere, ma un contributo, anche minimo, aiuta il FAI a continuare la sua opera di salvaguardia e tutela.

L’apertura dei luoghi, a cura dei volontari della Delegazione FAI, è resa possibile dal supporto locale di:
Città di Bergamo
Comune di Bianzano
Comune di Casazza
Città di Clusone
Comune di Vilminore di Scalve
Fondazione casa dell’Orfano
Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista di Clusone
Fabio Morzenti
Michele Faglia
SABAP per le provincie di Bergamo e Brescia
Associazione Museo Cavellas
Team del Museo della Valle Cavallina
Associazione ex Allievi e Amici di Mons. Antonietti
Comitato San Defendente
Museo della Basilica di Clusone
Rotaract Club Città di Clusone
Patrizia Iorio
Mino Scandella
Gruppo di lavoro San Vigilio sul Castello di Bergamo
Chiara Adobati
Agostino
Istituto Comprensivo Donadoni Scuola secondaria di primo grado “Tasso” di Bergamo
Istituto Tecnico Commerciale e Turistico “Vittorio Emanuele II” di Bergamo
Istituto Comprensivo “Vicebrigadiere Salvo d’Acquisto” di Casazza, Scuola Secondaria di 1° grado Enrico Fermi
Istituto d’Istruzione Superiore Statale Andrea Fantoni di Clusone
Istituto Comprensivo e Superiore Statale di Vilminore di Scalve

Delegazione FAI di Bergamo
Per informazioni: bergamo@delegazionefai.fondoambiente.it
Per l’elenco completo delle è possibile consultare il sito http://www.giornatefai.it o telefonare al numero 02 467615366. Le versioni i-Os e Android dell’APP FAI saranno scaricabili gratuitamente dagli store di Apple e Google.

Il Castello di San Vigilio
APERTURA A CURA DI
Delegazione FAI di Bergamo
ORARIO
Sabato: 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
Domenica: 09:30 – 13:00 – 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato

NOTE PER LA VISITA
Il castello ha ampie superfici erbose. Consigliate calzature comode.
Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Il castello di San Vigilio sorge sul vertice del colle omonimo a 496 m di quota e domina la Città Alta e la pianura. Si tratta di un luogo strategico per proteggere la Città Alta di Bergamo. Per questo il castello venne potenziato a più riprese nel corso dei secoli. Una fortificazione esisteva già al tempo dei Longobardi e dei Franchi: la prima notizia di una struttura militare risale al 1 febbraio 894. Il castello fu ricostruito nel 1167 quando il Comune decise di rafforzare le difese per fronteggiare le minacce dell’imperatore Federico Barbarossa. Luchino Visconti nel 1345 lo rafforzò e a quest’epoca potrebbe risalire la costruzione dei quattro torrioni circolari. Nel 1428 Bergamo passa sotto il governo della Repubblica di Venezia che nel 1482 allarga il castello e nel 1588 ne avvierà la completa ristrutturazione per adeguarlo alle mutate esigenze di difesa. Il Castello di San Vigilio è di proprietà del Comune di Bergamo dal 1957.

VISITE A CURA DI
Apprendisti Ciceroni Istituto Comprensivo “Donadoni” – Scuola secondaria di primo grado “Tasso” Bergamo
SI RINGRAZIA PER IL SUPPORTO LOCALE
Città di Bergamo, Città di Clusone, Comune di Casazza, Comune
di Vilminore di Scalve, Comune di Bianzano, Associazione Museo
Cavellas
HANNO INOLTRE COLLABORATO
Fabio Morzenti, Agostino, Michele Faglia, Associazione Pro Bianzano,
SABAP per le provincie di Bergamo e Brescia, Parrocchia di Santa
Maria Assunta e San Giovanni Battista di Clusone, Fondazione casa
dell’Orfano, Associazione ex Allievi e Amici di Mons. Antonietti,
Comitato San Defendente, Mino Scandella, Gruppo di lavoro San
Vigilio sul Castello di Bergamo, Chiara Adobati