10 gennaio 2020 – Cecilia Alemani nominata Direttore del Settore Arti Visive Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta

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La Biennale di Venezia
Venezia, 10 gennaio 2020 – Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, nella riunione di questa mattina ha assunto le seguenti decisioni: ritenuta non più procrastinabile l’attribuzione dell’incarico di Direttore del Settore Arti Visive per l’immediato avvio della progettazione della 59. Esposizione Internazionale d’Arte 2021 (negli anni precedenti l’incarico veniva dato poco dopo la chiusura della precedente edizione), ha nominato Direttore del Settore Arti Visive, con l’incarico della progettazione e cura della prossima 59. Esposizione, Cecilia Alemani, curatrice con all’attivo numerose mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York, nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017. In occasione della nomina, Cecilia Alemani ha dichiarato: “È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo. Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società.”

ha confermato per il 2020 il M.o Ivan Fedele quale Direttore del Settore Musica ha approvato un nuovo programma della sezione “Venezia Classici” del Settore Cinema, che prevede quale attività permanente la realizzazione, nel periodo primaverile, di rassegne di film classici restaurati, quale estensione di “Venezia Classici”, sezione che sempre più ha qualificato negli ultimi anni la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

ha preso atto della circostanza che a partire dal 13 gennaio p.v. (data di scadenza del mandato dell’attuale Cda) decorrerà il periodo di “prorogatio”, secondo le norme in vigore, durante il quale potranno essere assunti solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o urgenti e indifferibili; in questo quadro, sarà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, già ampiamente esaminato dal Cda nella forma di preconsuntivo, che prevede risultati positivi. La relazione che accompagnerà il bilancio conterrà anche una ricognizione degli sviluppi intervenuti dal 2008 a oggi, con confronti anche rispetto alla situazione precedente il 1998, anno in cui fu adottata la riforma della quale la Biennale ha potuto giovarsi nel suo percorso di profondo rinnovamento

Cecilia Alemani è una curatrice italiana che vive a New York.
Dal 2011 è la direttrice e capo curatrice di High Line Art, il programma di arte pubblica presentato dalla High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York.

Oltre a commissionare e produrre progetti ambiziosi con alcuni degli artisti più influenti di oggi, tra cui El Anatsui, John Baldessari, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Zoe Leonard, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas, Alemani ha anche lanciato l’High Line Plinth, un nuovo programma di opere monumentali inaugurato a giugno 2019 con Brick House, una scultura dell’artista Simone Leigh.

Nel 2017, Alemani ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, 57. Esposizione Internazionale d’Arte. La mostra, intitolata Il Mondo Magico, ha presentato nuove commissioni su larga scala di Giorgio Andreotta Calò, Adelita Husni-Bey, e Roberto Cuoghi.

Nel 2018 ha curato, in collaborazione con la città di Buenos Aires e Art Basel Cities, Hopscotch (Il gioco del mondo), una mostra di arte pubblica che ha celebrato il ricco ecosistema culturale della città argentina. Prima di rivestire questi ruoli, Alemani ha lavorato come curatrice indipendente collaborando con musei come la Tate Modern (Londra) e il MoMA PS1 (New York), istituzioni no profit come Artists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation.

Dal 2009 al 2010 ha diretto lo spazio sperimentale X Initiative a New York, dove ha organizzato mostre di Keren Cytter, Hans Haacke, Derek Jarman, Tris Vonna-Michell e molte altre.

Alemani ha conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e un master in studi curatoriali per l’arte contemporanea presso il Bard College, New York.

Dicembre 2019. Stefano Raimondi è il nuovo direttore artistico di ArtVerona in programma dal 16 al 18 ottobre 2020

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Credits Paolo Biava
STEFANO RAIMONDI È IL NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DI ARTVERONA
LA 16^ EDIZIONE È IN PROGRAMMA DAL 16 AL 18 OTTOBRE

Verona, 19 dicembre 2019. Stefano Raimondi è il nuovo direttore artistico di ArtVerona, la fiera d’arte moderna e contemporanea, la cui prossima edizione è in programma a Veronafiere dal 16 al 18 ottobre 2020.
«La scelta di Veronafiere ha premiato Stefano Raimondi, curatore che vanta forti relazioni con realtà nazionali e internazionali del sistema dell’arte e con il collezionismo italiano e straniero», sottolinea Maurizio Danese, presidente di Veronafiere S.p.a. «Il nostro obiettivo è proseguire nella valorizzazione del Moderno e ampliare il profilo di ricerca e sperimentazione di ArtVerona, manifestazione che ha raggiunto negli anni un posizionamento sempre più rafforzato all’interno del tessuto imprenditoriale nazionale».

Nelle linee guida del progetto della nuova direzione artistica, ArtVerona viene vista come una fiera sempre più capace di rispondere a tematiche “emergenti” sotto il profilo sociale e culturale della nostra contemporaneità, una fiera sostenibile, tecnologicamente innovativa e inclusiva.

«Partendo e tenendo ben salda la sua forte identità rivolta all’impresa culturale italiana immagino ArtVerona in una nuova dimensione, in dialogo con il mondo e in stretta relazione col contesto in cui interagisce, capace di interrogarsi sugli argomenti centrali della nostra contemporaneità», ha dichiarato Stefano Raimondi, il più giovane direttore artistico nominato ad ArtVerona. «Una rivoluzione nel segno della continuità. Una fiera attenta all’accessibilità del patrimonio artistico che presenta. Una fiera che assolva la funzione di motore artistico e sociale della comunità e della città in cui è inserita e con cui dialoga. Spinta senza timore sulla strada dell’innovazione scientifica e tecnologica, avvalendosi delle conoscenze e delle risorse delle principali aziende del territorio in cui opera. Una fiera capace di dialogare con tutti i galleristi, collezionisti, giornalisti, istituzioni e aziende, presentando una linea espositiva e curatoriale ben delineata. Una fiera aperta a tutti, attenta alla storia e con uno slancio coinvolgente verso il nuovo. Capace di comunicare e promuovere a più livelli l’arte moderna e contemporanea. Un’istituzione familiare, emozionante, ambiziosa. Un riferimento per più generazioni e pubblici. Colma, a tutti i livelli, di qualità e ricerca, idee e progetti, obiettivi e entusiasmo. Una realtà con un’identità precisa, riconosciuta dalla comunità artistica internazionale».

Stefano Raimondi succede ad Adriana Polveroni, cui va il ringraziamento di Veronafiere per aver contribuito alla crescita di ArtVerona, mettendo a disposizione della manifestazione la sua lunga esperienza e conoscenza del sistema dell’arte.

Breve Biografia
Stefano Raimondi, classe1981 è un curatore e promotore d’arte. Dal 2010 è direttore del network culturale The Blank Contemporary Art con cui organizza annualmente il Festival d’Arte Contemporanea ArtDate e con cui ha curato le mostre personali di Nathalie Djurberg & Hans Berg, Eva & Franco Mattes, Jonas Mekas e Deimantas Narkevičius. È stato Curatore alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 2011 al 2017, istituzione per la quale ha curato mostre personali di artisti internazionali come Cory Arcangel, Rochelle Goldberg, Rashid Johnson, Andrea Mastrovito, Ryan McGinley e Pamela Rosenkranz. Dal 2013 al 2017 ha curato Qui. Enter Atlas – Simposio Internazionale di Curatori Emergenti. Nel 2011 ha co-ideato BACO – Base Arte Contemporanea per la quale ha curato le mostre di Francesco Arena, Riccardo Beretta, Filippo Berta, Ettore Favini, Oscar Giaconia, Daniel Knorr, Jacopo Miliani, Israel Lund, Navid Nuur, Adrian Paci, Dan Rees e Guido Van Der Werve. Dal 2015 al 2017 è stato docente all’Accademia di Belle Arti di Verona. È membro dell’IKT – International Association of Curators of Contemporary Art.

Domenica 24 novembre 2019 – oggi si è chiusa la 58 Biennale di Venezia e ha dato i numeri in conferenza stampa

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Foto Jacopo Salvi
Foto Andrea Avezzù

Biennale Arte 2019 ha chiuso il 24 novembre 2019 confermando i 600.000 visitatori previsti (593.616) oltre ai 24.762 partecipanti della settimana di pre-apertura

Ecco come il presidente Baratta ha commentato i risultati:
“Il 58 ° Esposizione Internazionale d’Arte si chiude oggi. Sono passati ventuno anni dalla riforma della Biennale. Attraverso il suo titolo – May You Live In Interesting Times – la 58a edizione ci ha incoraggiato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, e questo incoraggiamento sembra particolarmente importante in un momento in cui un senso di semplificazione eccessiva, derivante da conformismo e paure, troppo spesso prevale. Interpretandolo come tale, questo titolo riassume anche le stesse ragion d’essere di una Biennale. Oltre al titolo, questa mostra è stata contrassegnata da un peculiare senso di consapevolezza del rapporto rilevante con i visitatori stessi, così come le precedenti mostre allestite negli ultimi due decenni dalla riforma della Biennale. In effetti, tutte le Biennali hanno mirato al coinvolgimento dei visitatori, permettendo loro di prendere parte alla riflessione sull’arte e all’autoindagine che gli artisti contemporanei svolgono su se stessi ”.

“L’obiettivo era quello di migliorare l’incontro tra visitatori e opere d’arte , che qui si incontrano come se fossero in procinto di prendere vita, nonché di promuovere l’impegno dei visitatori, promuovere la loro conoscenza e consapevolezza , sviluppare un senso di rispetto e attenzione verso l’autonomia dell’arte, e quindi verso le scelte autonome, unilaterali e tuttavia trasparenti fatte dal curatore. Il ruolo della Biennale è stato inteso come quello di un’istituzione impegnata nella promozione di una società libera, aperta e consapevole di sé “.

“Abbiamo apprezzato l’impegno dei paesi partecipanti, che sono aumentati di numero (90), per la loro decisione entusiasta di partecipare e l’effettiva partecipazione a questa grande conversazione sull’arte , una conversazione che si svolge in un clima di straordinario pluralismo grazie alle loro scelte organizzative.“

“Ancora una volta, il numero di visitatori è di circa 600.000, nonostante le difficoltà incontrate nelle ultime settimane. Gran parte di loro sono giovani e questa cifra è ancora in aumento. I visitatori sono diventati il ​​partner principale della Biennale. Il loro contributo al rispetto delle condizioni di autonomia e libertà su cui si basa l’Esposizione è quindi cruciale.”

“Nei tempi difficili di queste ultime settimane, abbiamo sentito sempre più fortemente un senso di responsabilità derivante dal nostro lavoro, che accade in e per una città che ci ospita e ci regala bellezza, una città a cui vorremmo restituire almeno una parte di ciò che ne ricaviamo.”

“Ci stiamo avvicinando alla fine della mostra. Sono ora in corso gli affollati Meetings on Art e un programma di performance supportato da Arts Council England. Stasera, ci riuniremo a Ca ‘Giustinian per celebrare e mostrare la nostra gratitudine verso tutti coloro che sono alla Biennale e in questa città che hanno collaborato alla realizzazione di questa mostra; ringrazeremo Ralph Rugoff e il suo team e aspettiamo con impazienza ciò che verrà dopo.”

“Infine, stiamo lanciando un libro di consultazione che copre tutte le edizioni della Biennale Arte dal 1895 all’ultima, Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019, a cura dell’Archivio Storico La Biennale, editore La Biennale di Venezia (seguendo i passi del volume sulla storia del Festival del cinema pubblicato due mesi fa).”

Le Partecipazioni
79 artisti invitati alla mostra
90 partecipazioni nazionali
30 partecipazioni nazionali negli storici padiglioni dei Giardini
25  partecipazioni nazionali all’Arsenale (Italia compresa)
35 partecipazioni nazionali in giro per la città di Venezia
4 partecipazioni nazionali che partecipano per la prima volta: Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. La Repubblica Dominicana ha partecipato per la prima volta con il proprio padiglione alla Biennale Arte; aveva partecipato come parte di IILA in passato.
2 progetti speciali: padiglione delle arti applicate in collaborazione con Victoria e
Albert Museum, London; Forte Marghera Special Project in Mestre
21 Eventi collaterali

Vale la pena notare che la mostra di quest’anno è stata visitata anche da molti personaggi del cinema o dello spettacolo, come Brad Pitt, Julie Andrews, Atom Egoyan, Tim Robbins, Lucrecia Martel, Rodrigo Prieto, Shin’ya  Tsukamoto , Emir Kusturica, Laurie Anderson, Chiara Ferragni e Fedez, Susanna Nicchiarelli.

Sessioni della Biennale
Il progetto Sessioni della Biennale , che è dedicato a università e accademie di belle arti, ricerca e istituzioni educative nelle arti visive e campi correlati, ha facilitato la visita della mostra per il decimo anno consecutivo per gruppi di studenti e insegnanti, registrando ancora una volta un frequenza di università straniere.
69 università affiliate, di cui 19 università italiane e 50 università straniere di tutti i continenti ; con 9 università affiliate ciascuna, Germania e Regno Unito al secondo posto, seguite dagli Stati Uniti d’America (7).
4.554 studenti universitari sono stati coinvolti nel progetto.

Educational
34.858 giovani e studenti hanno partecipato ad attività educative
1.655   gruppi
7.227 insegnanti coinvolti nelle attività educative nei luoghi della mostra
3.729   insegnanti hanno partecipato ai giorni di anteprima dedicati
783 scuole partecipanti, di cui:
64 asili nido
117 scuole elementari
65 scuole medie
537 scuole secondarie
Tra le scuole più lontane dall’Italia c’è il St Cuthbert’s College (Auckland) e la Burnside High School (Christchurch), entrambe provenienti dalla Nuova Zelanda. Tra le scuole secondarie straniere, un gran numero proveniva da Germania , Austria e Svizzera. Il 16% dei partecipanti alle attività educative proviene dalla Provincia di Venezia, area metropolitana della città.

cataloghi attivi
Un importante contributo alla Mostra è arrivato ancora una volta dai nostri cataloghi attivi: i visitatori hanno apprezzato il lavoro di questi giovani laureati, in piedi in tutta la Fiera secondo un progetto editoriale con l’obiettivo di diffondere informazioni su di esso.

La stampa
Ecco come la stampa ha descritto “La Biennale di Venezia” e commentato la Biennale Arte 2019:
La Biennale di Venezia è il più grande e influente sondaggio al mondo di ciò che gli artisti attualmente fanno dei tempi in cui viviamo .” – Scott Reyburn, The New York Times.
“ La Biennale è senza dubbio la mostra più prestigiosa del mondo, piena di storia e anche ammantata di mito. E è cambiato molto nel corso degli anni. […] La risposta spesso ripetuta è che sono “le Olimpiadi del mondo dell’arte”, che catturano parte dello spirito internazionale della vicenda ma richiedono molte più spiegazioni. Questo perché la Biennale di Venezia è diversa da qualsiasi altra biennale d’arte esistente. Piuttosto che essere solo un grande spettacolo organizzato da un fortunato direttore artistico, è un festival selvaggio e a ruota libera composto da numerosi elementi: un branco di arte che nemmeno il ghiottone più vorace potrebbe sperare di consumare . ”- Andrew Russeth, Artnews.
” La Biennale di Venezia è la mostra d’arte più prestigiosa al mondo, un simbolo, e questo l’ha mantenuta viva in innumerevoli altre biennali e fiere d’arte in tutto il mondo .” – Daghild Bartels, Neue Zürcher Zeitung.
I 79 artisti di tutto il mondo scelti da Rugoff per la proposta A all’Arsenale e la proposta B al Padiglione centrale ai Giardini ci raccontano un mondo in cui di cose da mettere a posto ce n’è davvero tante… Ogni visitatore può costruirsi la propria narrazione… una sorta di grande tela di ragno in cui farsi intrappolare.” – Rocco Moliterni, La Stampa.
Viviamo in tempi così, dove è più facile lamentarsi e pensare al peggio, ma è pur sempre il migliore dei mondi possibili e questa mostra ci restituisce l’idea di un’arte contemporanea che il suo tempo lo sa ancora interpretare.” – Luca Beatrice, Il Giornale
Il ritratto più convincente dell’arte contemporanea degli anni .” – Laura Cumming, The Observer / The Guardian.
” La Biennale di Venezia 2019 è un passaggio di indimenticabili, netti contrasti, cacofonie e sussurri, luce e oscurità: drammi visivi che mettono a nudo le criticità sociopolitiche come nessun altro evento artistico internazionale può fare .” – Jackie Wullschläger, Financial Times
“ Sono venuto qui perché tutti coloro che amano l’arte vogliono essere qui. Ma sono anche venuto qui perché sono curioso della lingua parlata da Rugoff … la sua mostra è stranamente divertente, raffinata, animata e coinvolgente . ” – Philip Kennicott, The Washington Post.

 Web e social media
2,009,454 visitatori unici da maggio 11 di novembre 23(+ 32,06% rispetto al 2017)
3,284,774 sessioni da maggio 11 di novembre 23 (+ 41,16% rispetto al 2017)
9,530,316  pagine viste da maggio 11 a novembre 23 ° (+ 37,56% rispetto al 2017)
Dispositivi / Utenti:
Smartphone: 1 , 118 , 343 (+ 66,22% rispetto al 2017)
Desktop: 769,156
Tablet: 116,711
FACEBOOK
377,110 fan page totale a partire dal 24 novembre + 32.012 dall’apertura della Biennale Arte 2019
TWITTER
707,166 seguaci pagina totale a partire dal 24 novembre Biennale Architettura 2018: 701,559)
INSTAGRAM
470,835 seguaci pagina totale a partire dal 24 novembre + 105.051 dall’apertura della Biennale Arte 2019
YOUTUBE BIENNALE CHANNEL
29.641 abbonati del 24 novembre
I video di tutti gli eventi della mostra e le interviste con tutti i partecipanti sono disponibili sul canale della Biennale https://www.labiennale.org/it/ biennale-channel

Domenica 24 novembre 2019 Biennale Arte 2019 – Ultima settimana di apertura con incontri, dibattiti, performance

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Domenica 24 novembre Paolo  Baratta e Ralph Rugoff chiudono
i “Meetings on Art” in un dialogo con i visitatori
a seguire presentazione del volume “Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019”
Incontri, dibattiti e performance animeranno gli ultimi giorni di apertura della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Inserita nel contesto dei Meetings on Art, e dopo il grande successo ottenuto a maggio con le performance inaugurali, la settimana di chiusura della Biennale Arte 2019 darà vita a una serie di nuove performance con programma giornaliero che si svolgeranno tra il Teatro alle Tese e il Teatro Piccolo dell’Arsenale.

Il programma amplia il tema della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, dal titolo May You Live In Interesting Times, e  include artisti che stanno segnando ‘la performance’ di ultima generazione:

Tarek Atoui, partecipante alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte, fonde musica e arte contemporanea per sviluppare nuovi approcci all’ascolto attraverso performance partecipative e collaborative. In una serie di conferenze performative e sessioni d’ascolto, Vivian Caccuri, Bo Zheng, Cooking Sections, Vivien Sansour e Invernomuto affrontano i temi della bio-politica e più ampie questioni ecologiche, dalla terra fino al mare e al corpo umano. Attraverso una nuova collaborazione, Paul Maheke, Nkisi e Ariel Efraim Ashbel mettono in evidenza geografie diasporiche, saperi ancestrali e domande sulla visibilità e invisibilità delle voci spesso marginalizzate nella storiografia dominata dal punto di vista occidentale. Preso nel suo insieme, il programma di performance apre nuove e complesse letture del passato e del presente, nonché di un potenziale futuro (organizzazione artistica Aaron Cezar; con il supporto aggiuntivo di Arts Council England e Delfina Foundation).

«La Mostra May You Live In Interesting Times dà risalto all’arte che esiste tra categorie e generi convenzionalmente accettati – spiega Ralph Rugoff – e mette in discussione le ragioni che stanno dietro il nostro modo di pensare per categorie. Il programma di performance rappresenta questo tipo di approccio, testando le convenzioni estetiche, comportamentali e sociali in un’ampia gamma di eventi.»

Domenica 24 novembre il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore Ralph Rugoff incontreranno i visitatori in una conversazione sulla Biennale Arte 2019.
Al termine del dibattito Baratta presenterà il volume Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019, che raccoglie informazioni dettagliate su tutte le edizioni dell’Esposizione Internazionale d’Arte dal 1895, anno della sua fondazione, ad oggi. Il volume, edito dalla Biennale di Venezia, è a cura dell’Archivio Storico della Biennale.

PROGRAMMA
Domenica 17 novembre Teatro alle Tese 2
15.00 Tarek Atoui, Mirror Reverse (2019) (50-60 min.)

La pratica artistica di Tarek Atoui (artista partecipante alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte) fonde musica e arte contemporanea per sviluppare nuovi approcci all’ascolto attraverso performance partecipative e collaborative. Con i suoi ambienti complessi, l’artista mette in discussione le nozioni di performance, collaborazione e installazione.
Con Mirror Reverse, Tarek Atoui presenta un brano di 20 minuti che si ripete due volte e sul quale due interpreti/improvvisatori cambiano ruoli e strumenti a ogni ciclo. Il punto di partenza di questo pezzo è Quote from the Reverse Collection, il progetto di Atoui attualmente in mostra della Biennale Arte 2019.
Prune Bécheau e Adrian Smith improvviseranno insieme alle registrazioni audio della Reverse Collection e suoneranno l’Hybrid Violin, uno strumento di Leo Maurel, parte del progetto di Atoui.

Venerdì 22 e sabato 23 novembre Teatro alle Tese 3
Performative lectures
Una serie in tre parti di conferenze performative e sessioni di ascolto che affrontano
i temi della bio-politica e più ampie questioni ecologiche.
11.30 – 12.30 Parte I
Bo Zheng, Plant Sex Workshop (2019) (25 min.)
Pausa di 10 min.
Vivian CaccuriMosquitoes Also Cry, (2018) | The Fever Hand (2019) (25 min.)
Pausa di 30 min.
13.00 – 14.00 Parte II
Cooking SectionsCLIMAVORE: On Tidal Zones (2018) (25 min.)
Pausa di 10 min.
Vivien Sansour, Autonomia (2019) (25 min.)
Pausa di 30 min.
14.30 – 15.30
Parte III
Invernomuto, Black Med: Chapter IV (sessione d’ascolto) (2019) (50 min.)
Teatro Piccolo Arsenale
18.15
Paul Maheke, Nkisi e Ariel Efraim Ashbel, Sènsa (2019) (30 min.)
Attraverso il suono, la luce e il movimento, Sènsa mette in evidenza geografie diasporiche, lo spostamento della conoscenza e le domande sulla visibilità e invisibilità del corpo nero nello spazio pubblico.
Domenica 24 novembre Teatro alle Tese 11.30
Meetings on Art | Conversazione tra Paolo Baratta e Ralph Rugoff
a seguire
Presentazione del volume Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019
Paolo Baratta presenta l’Annuario Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 1895-2019, edito dalla Biennale di Venezia, a cura dell’Archivio Storico della Biennale (ASAC)
Gli incontri sono accessibili al pubblico che visita la 58. Esposizione Internazionale d’Arte in possesso di regolare titolo di ingresso
Il programma dettagliato è consultabile su https://www.labiennale.org/it/agenda